venerdì 31 gennaio 2014

Piazze del sapere





Era il 21 settembre 2012 quando a Cinisello Balsamo nasceva il Centro Culturale Sandro Pertini.
Nato per diventare la nuova piazza della città, luogo di confronto e scambio per tutti i suoi abitanti, al suo interno ospita, oltre alla biblioteca civica, anche spazi per mostre e laboratori, una frequentatissima caffetteria e un auditorium. Insomma una delle poche (almeno in Italia) "piazze del sapere" care ad Antonella Agnoli.

In questi giorni di campagna elettorale ci piaceva segnalare questa riuscita e coraggiosa scelta politica, a dimostrazione del fatto che, quando si programma e progetta con cura e attenzione, gli spazi culturali diventano un luogo di crescita anche sociale.
Speriamo che qualche candidato raccolga il suggerimento.
Intanto ci piace segnalarvi il gruppo facebook che alcuni studenti del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Sassari hanno fondato per interrogarsi sulla possibilità della nascita di una "piazza del sapere" anche nella cittadina catalana.

Sosteniamoli!

domenica 19 gennaio 2014

WAKE UP THE CITY! L'avventura del collettivo APNEA

...ma chi l’ha detto che i giovani d’oggi non hanno valori e progettualità?

Oggi vi raccontiamo una storia che dimostra il contrario.


C'era una volta e ancora c’è un agguerrito manipolo di sostenitori del valore degli spazi abbandonati o in disuso, pubblici o privati, in Sardegna.

Si tratta di un gruppo eterogeneo di giovani, diversi per formazione, interessi, idee, ma accomunati dalle stesse necessità, a cui provano a fornire una risposta con il motto: WAKE UP THE CITY! Sono studenti, neolaureati, lavoratori, accomunati da un forte obiettivo comune. La loro missione è infatti la sensibilizzazione al recupero di queste strutture o spazi inutilizzati, nei quali intravvedono grandi potenzialità.

Per realizzarla hanno dato vita al collettivo APNEA (Abandoned Places as New Environments of Arts) che ha scritto un canovaccio di una storia ancora tutta da costruire e per cui serve il contributo di tutti.



Il concept è semplice:

"Siamo circondati da edifici e spazi urbani abbandonati, dimenticati, sommersi, come in apnea. L’apnea, come sappiamo è una condizione che non può essere tenuta a lungo. Ci poniamo l’obiettivo di ridare fiato a questi luoghi riscoprendoli, recuperandoli, riutilizzandoli o proponendone un riuso. Ci sono troppe persone che non hanno spazio per le loro attività del tempo libero o quotidiano, e troppi spazi liberi potenzialmente utilizzabili. Vogliamo avere a disposizione quello che qui non c'è e che serve, limitare i consumi di suolo a livello urbanistico, vogliamo viaggiare solo per scoprire e non per emigrare. Il riuso è il nuovo costruire!"



Hanno le idee chiare anche su come procedere e hanno elaborato una metodologia ed un programma di azioni così articolati:

Mappatura: individuano su ortofoto e cartografie gli spazi abbandonati presenti sul nostro territorio e li classificano secondo categorie precise, compilano poi delle schede per ciascun edificio, descrivendone le caratteristiche e raccontandone il passato.

Idee: studiano e propongono delle proposte strategiche e progettuali, evidenziando delle linee guida e dei possibili scenari d’azione per il recupero ed il riuso di ciascuno di questi edifici.

Sensibilizzazione: cercano di portare questo discorso all'attenzione di quante più persone possibile, attraverso eventi di informazione ed estemporanee artistiche che sensibilizzino e rendano noti, a livello di numeri, gli stabili in disuso. Sono queste occasioni per incontrare e confrontarsi con altri gruppi che portano avanti progetti simili, scambiando spunti ed esperienze.


Affidiamo il racconto di questo interessante gruppo, più che a tante parole, a questo video, appena realizzato in sinergia con il lavoro di ricerca di una studentessa, Sabrina Melis, del Master in Communication Design for Sustainability del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero, organizzato in collaborazione con l'Escola Superior de Disseny i Enginyeria de Barcelona - ELISAVA (Univ. Pompeu Fabre) di Barcelona.


Vi invitiamo a tenerli d'occhio, ne vedremo delle belle!

Stay tuned!


sabato 9 novembre 2013

Vi presentiamo L'Orto di Rizzeddu-Monserrato




Ciao a tutt*!
Rieccoci finalmente con un nuovo post.
Ci scusiamo per l'assenza dell'ultimo periodo: ultimamente, tra impegni e "trasferte" varie, vi abbiamo trascurato un po'. Ma da oggi - promesso! - saremo più presenti.

Abbiamo tante storie da raccontarvi.
Vogliamo iniziare con quella dell'Orto di Rizzeddu-Monserrato.
Si tratta di un'iniziativa ideata e organizzata dalla laureanda in Urbanistica Lia Ara (che, nel frattempo, si è laureata: tanti auguri tamalachiani!) nell'ambito delle attività del laboratorio di laurea guidato dal prof. Arnaldo Cecchini.
Noi di Tamalacà abbiamo avuto il piacere di affiancare Lia durante il suo percorso di ricerca e azione sul campo e di apprezzarne l'entusiasmo, l'energia e le capacità.

Con questo post vogliamo rendervi partecipi del risultato (in divenire) che è stato raggiunto. Per farlo ci affidiamo alle parole e alle immagini che la stessa Lia ha utilizzato nella sua tesi di laurea e che gentilmente ci ha concesso di utilizzare (il testo è un pochino lungo, ma non fate l'errore di non leggerlo: ne vale la pena!).


L’idea di organizzare un evento di micro-trasformazione urbana di uno spazio residuale di Sassari attraverso lo strumento dell’orto urbano è nata dal mio interesse nei confronti del tema della sostenibilità ambientale e dalla voglia di "mettermi in gioco" in un'esperienza reale.
Sono una studentessa di Urbanistica e ho quindi ritenuto particolarmente interessante esplorare il rapporto tra la pratica della auto-coltivazione degli orti con il tema del recupero e della cura collettiva, auto-gestita degli spazi residuali della città.
Nel quartiere di Rizzeddu-Monserrato, a Sassari, si trova un’area degradata (che ha anche una forte valenza simbolica, per diverse ragioni) che gli abitanti in più occasioni hanno "rivendicato" e di cui vorrebbero prendersi cura.
Nasce così l’idea di proporre agli abitanti del quartiere di Rizzeddu-Monserrato la realizzazione di un orto condiviso per il recupero di questa area, allo scopo di sottrarla all'incuria e all'abbandono.
Ho quindi ideato e organizzato un vero e proprio evento urbano, articolato in due giorni, finalizzato al coinvolgimento degli abitanti del quartiere in un "micro" cantiere di auto-costruzione di un orto condiviso.
La prima sfida da affrontare è stata quella di riuscire a costruire le condizioni per un coinvolgimento ampio e reale degli abitanti.
Ho contattato, dunque, il Comitato di Quartiere - Associazione Auser (inizialmente nella persona di Veronica Olmeo, che ringrazio per essersi immediatamente mostrata entusiasta e resa disponibile) che ha subito accolto e fatto propria la mia proposta.
Ho quindi installato all'interno dell'area scelta un pannello in legno che riportava la scritta “Cosa vorresti che diventasse questo spazio?”. L’area, sebbene in stato di degrado, è da sempre un passaggio pedonale di grande importanza per il quartiere; questo fatto ha contribuito a dare ottimi risultati: gli abitanti, sentendosi fin da subito parte del progetto perché interpellati, hanno espresso le più svariate opinioni.


Grazie a questa prima iniziativa ho "scoperto" dell'esistenza di un progetto di riqualificazione dell'area proposto dalla Circoscrizione n.1 che ho quindi subito contattato. Così come i membri del Comitato di Quartiere, anche i consiglieri della Circoscrizione che ho incontrato hanno subito accolto la mia proposta e si sono resi disponibili.
A questo punto, ho deciso di contattare il Settore Ambiente del Comune di Sassari per richiedere tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione di un evento urbano per la auto-costruzione collettiva di una installazione temporanea mediante l'uso di pallet, fieno, ortaggi e fiori.
Una volta ottenuta l'autorizzazione ho realizzato una locandina/invito che ho cercato di diffondere il più possibile, anche grazie all'aiuto degli abitanti del quartiere che nel frattempo avevo avuto modo di conoscere e dei social network.
Il giorno 11 ottobre (un venerdì pomeriggio) raggiungo l'area di progetto, come da programma: ho subito notato con piacere che, oltre al gruppo Tamalacà e a diversi ricercatori e collaboratori di AAA (Architettura ad Alghero), ad attendermi c'erano molte persone "armate" di zappe e rastrelli e desiderose di riappropriarsi di uno spazio che da sempre hanno sentito come parte della loro vita quotidiana.
Nel corso del pomeriggio, grazie al lavoro di tutti i presenti, l'area è stata ripulita e sistemata: abbiamo eliminato sterpaglie e rifiuti, preparato il terreno per accogliere l'installazione, realizzato un divano utilizzando le balle di fieno e appeso ad un albero un'altalena rossa (diventata immediatamente attrazione per bambini e adulti!). Abbiamo, insomma, dato il via ad un processo di cambiamento che avrebbe portato l'area a diventare il giorno successivo un vero e proprio spazio pubblico.


L’evento principale ha avuto luogo il giorno successivo, sabato 12 ottobre.
Fin da subito gli abitanti presenti hanno deciso all'unanimità di piantare direttamente nel terreno gli ortaggi e i fiori che avremmo dovuto lasciare all'interno dei vasetti e inserire nei pallet (in modo da poter poi agevolmente smantellare l'installazione, come stabilito in sede di richiesta di autorizzazione).
In questo modo gli abitanti speravano (e così è stato!) che l'amministrazione comunale, una volta visto il risultato, avrebbe scelto di non rimuovere l'installazione.
Nell’arco della mattinata è stato realizzato quindi un bellissimo orto-giardino ricco di ortaggi, piante aromatiche e fiori!


Dopo il pranzo condiviso, improvvisato all'ultimo momento, i lavori sono ripresi fino alla sistemazione dell'intera area.
Nel tardo pomeriggio abbiamo ricevuto una visita importante: sono venuti infatti a trovarci il Sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e gli assessori Monica Spanedda e Nicola Sanna.
Dopo aver visto l'area "riconquistata" e soprattutto verificato la disponibilità degli abitanti a prendersene cura, gli amministratori hanno deciso di affidare l'area "in adozione" agli abitanti stessi.
L'esperienza è in questo modo andata oltre le previsioni e le aspettative iniziali: grazie alla partecipazione attiva degli abitanti è stato costruito un vero e proprio spazio pubblico!
Ho potuto in questo modo comprendere che uno dei compiti di un urbanista - forse uno dei più importanti - è anche quello di mettere a disposizione dei cittadini opportunità e strumenti per intraprendere piccole ma significative azioni di riconquista degli spazi pubblici della città.
Ora nel quartiere di Rizzeddu-Monserrato c'è uno spazio pubblico nuovo, un “salotto ecologico” bello, sostenibile e costruito collettivamente, un luogo che favorisce processi di socializzazione che erano andati perduti: obiettivo raggiunto!



martedì 24 settembre 2013

The Winner Is...



Nell'ultimo giorno d'estate TaMaLaCà ha ottenuto un nuovo, importante riconoscimento: il Fronte di Liberazione dei Pizzinni Pizzoni - progetto che come ben sapete abbiamo realizzato in collaborazione con il Comune di Sassari e con la scuola primaria di San Donato - ha infatti vinto il primo premio alla "X Biennal of European Towns and Town Planners" di Cascais.
Cliccando qui potete leggere il comunicato stampa che l'INU - Istituto Nazionale di Urbanistica ha pubblicato proprio oggi.

Il tema della Biennale 2013 era "New paradigms, challenges and opportunities" e la sfida lanciata dai pizzinni pizzoni ha lasciato il segno!
Date un'occhiata alla presentazione e alle tavole che abbiamo presentato! Cosa ne pensate?

Che dire? Siamo davvero contente e orgogliose...
FLPP è un progetto al quale siamo molto affezionate e, forti anche di tutti questi riconoscimenti, speriamo di partire prestissimo con tante nuove attività a San Donato.

Continuate a seguirci e non ve ne pentirete!
Ricordate la parola d'ordine?

venerdì 13 settembre 2013

Tour estivo!



Noi di TaMaLaCà non ci siamo fermate per le vacanze!
E vi raccontiamo il nostro breve ma intenso tour estivo.

Prima tappa:
Firenze, per il primo convegno Nazionale AIQUAV [Associazione Italiana per gli Studi sulla Qualità della Vita], stimolante occasione di condivisione e confronto sullo stato dell’arte in Italia e non solo.

Seconda tappa:
Camerino, per l’ormai consolidato Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana, giunto alla XXIII edizione. Il tema “Nuovi scenari urbani: opere – progetti – utopie” ci ha invogliate a partecipare alla competizione con il progetto “Cromoprogramma Urbano” (a breve vi racconteremo di cosa si tratta)… e abbiamo vinto un riconoscimento speciale! Siamo davvero contente di questo risultato, il seminario di Camerino è da anni un importante momento di interazione tra il mondo della ricerca universitaria e quello professionale, e l’esserci state ci rende ancora più orgogliose. E poi, l’ambiente che abbiamo trovato è stato tra i più accoglienti e piacevoli di sempre. Ringraziamo tutte e tutti, di cuore! 


Ma non finisce qui!
Seguiranno altre due tappe in chiusura dell’estate: stay tuned!

giovedì 12 settembre 2013

Auguri tamalachiani!



Quello di oggi è un post speciale.
Dedicato ad una persona per noi speciale, perché ha creduto in Tamalacà prima ancora che esistesse.
[E - ve lo confidiamo - anche il nostro bellissimo nome è merito suo!]


Di chi stiamo parlando?
Del nostro maestro e amico "Bibo" Cecchini!
Oggi è il suo compleanno e vogliamo fargli gli auguri così e ringraziarlo perché ci guida e ci incoraggia sempre a resistere!